Papa Francesco, l’aborto e il perdono

Papa Francesco

Ieri al termine della celebrazione eucaristica tenutasi in piazza San Pietro per la chiusura del Giubileo straordinario della Misericordia, Papa Francesco ha firmato la sua lettera apostolica Misericordia et misera indirizzata a tutta la Chiesa. In essa Papa Francesco ha concesso, in virtù del sentimento della Riconciliazione, a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quindi, quanto aveva concesso limitatamente al periodo giubilare, Papa Bergoglio ora lo estende nel tempo, ribadendo che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente.

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Tuttavia, il Papa sottolinea che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, è tenuto a farsi guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione.

Per molti questa lettera Apostolica sarà una pietra di scandalo, per altri sarà un continuum del cammino evangelico di Papa Francesco, che ha messo sempre la misericordia avanti a sé e avanti al cammino di ogni cattolico. Quel senso di unione tra l’uomo e Dio, in cui il peccatore diventa soggetto ed oggetto della Misericordia umana e divina. Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11).

Il peccato resta peccato, quello che cambia è l’animo e il desiderio del peccatore, il suo pentimento, che lo pone oltre ogni umano giudizio, ma lo accoglie tra le braccia della misericordia, umana e divina. In questa visione il perdono e dall’altra parte il pentimento, diventano due azioni positive cui adempiere per dare un senso vero e pratico alla rivoluzione spirituale che i nostri tempi richiedono.

La Lettera Apostolica di Papa Francesco è stata presentata oggi, lunedì 21 novembre, alle 11.30, nella Sala Stampa vaticana da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova Evangelizzazione, il Dicastero organizzatore dell’Anno Santo.

In essa, oltre alla menzione dell’importanza del sacramento della riconciliazione, anche una particolare attenzione all’importanza del sacramento del matrimonio, della famiglia, dell’attenzione verso le persone socialmente escluse, l’importanza dei piccoli gesti verso i più bisognosi, i quali rappresentano la vera rivoluzione sociale e culturale di cui la nostra società ha un profondo bisogno, il non rimanere inerti e scacciare l’indifferenza che mortificano la dignità dell’essere umano.

Tutti temi questi che sono stati il centro di questo Giubileo straordinario e che Papa Francesco ha riassunto in questa sua Lettera Apostolica, nella speranza che siano temi capaci di scuotere gli animi e quindi di andare oltre questo anno particolare.

Chiediamo la grazia di non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono, ma di saper andare oltre il male e le divergenze, aprendo ogni possibile via di speranza. Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri. Perché, anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo. Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza.

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