Russia: il Patriarca Kirill paragona le unioni gay alle leggi naziste

Patriarca Kirill

Hanno fatto discutere in questi giorni le affermazioni del Patriarca Kirill, sedicesimo patriarca di Mosca e tutte le Russie, capo della Chiesa Ortodossa Russa, a proposito della posizione che la Chiesa in questione assume nei confronti del matrimonio gay.

In una lunga intervista rilasciata al Russia Today, il Patriarca Kirill sostiene che non condanna le persone con diverse preferenze sessuali, tuttavia questa nuova realtà tende a intaccare e minacciare lo stato naturale delle cose e il matrimonio inteso come unione uomo – donna. Quest’ultimo garantisce inoltre l’esistenza della razza umana. Il Patriarca assume quindi una posizione molto radicale, radicata e di sicuro oltranzista: l’omosessualità non può essere in nessun caso elevata a «norma sociale naturale».

Il Patriarca, riferendosi alle unioni gay, arriva a sminuirne il profondo significato umano e le riduce a semplice ideologia, ponendole al di fuori della stessa natura morale degli uomini. In un periodo storico- sociale come il nostro, in cui le lotte per i diritti degli esseri umani in generale sono messe a dura prova, si può immaginare quanto sia difficile per le comunità gay vedere riconosciuta anche solo la pari dignità.

Di certo affermazioni e prese di posizioni come quelle del Patriarca Kirill tendono a sottolineare questo disagio. Anche perché egli parla di una pericolosa tendenza della società occidentale odierna a che la legislazione degli Stati vada contro la natura morale degli esseri umani. Il Patriarca Kirill arriva persino a paragonare il matrimonio gay all’apartheid in Sudafrica o alle leggi naziste.

“La Chiesa deve affrontare questo e dire che è una brutta cosa, ma abbiamo visto che le autorità di alcuni Paesi hanno cercato di mettere a tacere gli ecclesiastici. Un pastore protestante è andato in galera per aver chiamato nel suo sermone un matrimonio omosessuale un peccato. Questo ricorda molto quello che accadeva sotto il totalitarismo sovietico. Nei paesi che dichiarano il loro impegno per la libertà di parola, è possibile essere puniti per aver espresso la propria opinione. Questa è una tendenza pericolosa e io spero che si esaurisca e che l’ordine naturale delle cose prevalga: io non voglio nemmeno pensare a cosa ci potrebbe accadere altrimenti”.

Secondo il Patriarca Kirill, l’unica soluzione possibile che tenda a salvaguardare lo stato naturale delle cose può essere, in questo momento storico attuale, unificare le posizioni della Russia e degli Stati Uniti d’America, allinearsi alla nuova posizione assunta dal neo eletto presidente Donald Trump, anche per quanto riguarda la politica estera. Infatti il Presidente degli Stati Uniti d’America ha chiaramente sottolineato più volte la necessità di combattere il radicalismo e il terrorismo islamico. Quindi due paesi lo stesso intento.

Alla luce delle affermazioni del Patriarca, soluzioni per le comunità gay sembrano ormai all’orizzonte. E’ complicato combattere degli estremismi con altri estremismi. Nel momento in cui gli esseri umani vengono etichettati, si perde il valore stesso dell’essere umano in quanto tale. Ecco allora che quel tanto decantato ordine morale comune, perde tutto il proprio senso e sbiadisce all’ombra del solito radicalismo che si attribuisce l’onore e l’onere di dire chi è buono e chi non lo è.

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