DJ Fabo: Testamento biologico SI o NO?

Dj Fabo

Fabiano Antoniani, conosciuto come dj Fabo, il 27 febbraio 2017 alle 11.40, è morto in Svizzera per sua stessa mano, facendo ricorso al suicidio assistito.

Cieco e tetraplegico dal 2014 in seguito ad uno spaventoso incidente automobilistico, Fabiano ha detto basta. Basta ad un’esistenza fatta di dolore e sofferenza continui, basta ad una vita che aveva ormai cessato di essere tale da tre anni.

Dj Fabo

Ha morso il pulsante per attivare l’immissione del farmaco letale”, riporta così Huffingtonpost nel suo articolo su Fabiano. Queste le parole di Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, che ha accompagnato dj Fabo nel suo ultimo viaggio e che ora, rischia un’incriminazione per istigazione al suicidio con una pena che va’ dai 5 ai 12 anni di carcere.

Fabiano ha scelto lucidamente e consapevolmente di morire, di interrompere una vita che non sentiva più sua e che era stanco di portare avanti. Ma, per questo suo atto di liberazione, è stato costretto ad andare in Svizzera dove la legge consente l’eutanasia per malati gravi e terminali, perché ad oggi in Italia ancora non esiste questa possibilità.

La decisione di questo ragazzo di 39 anni ha suscitato commozione tra i cittadini, ma anche indignazione e senso di sconfitta negli uomini di chiesa, che condannano questo gesto come una mancanza di rispetto per la vita che Dio ha donato agli uomini.

Il Vaticano: “Sconfitta per la società”. Parole dure riportate da La Repubblica sono la reazione che la Santa Sede riserva per la vicenda di Fabiano e la sua scelta di morire. Dello stesso parere è il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, “Ognuno di noi riceve la vita, non se la dà e questo è evidente e pertanto ne siamo dei servitori, dei ministri. Responsabili, intelligenti, ma senza potere mai dominare la vita nostra e tanto più quella degli altri”.

Parole, queste del presidente del Cei, che lasciano chiaramente capire che nessuno di noi ha diritti sulla propria vita, nessun essere umano è libero di decidere quanto e come vivere. Ma non sono forse loro stessi a contraddirsi quando si oppongono all’eutanasia? Non sono forse loro che decidono per la vita degli altri, quando non dovrebbero farlo, così come non può nessun altro uomo della Terra?

La vita è da considerare sacra, quindi si deve rispettare. Ma questa sacralità tanto osannata, non si traduce forse nel fatto che ognuno di noi è il solo e unico responsabile della propria vita, quindi l’unico a decidere come gestirla?

Scioccanti le parole di Adinolfi che, su Facebook, ha commentato “Hitler, almeno, i disabili li eliminava gratis”, paragonando lo sterminio degli ebrei alle persone che, come Fabiano, hanno scelto liberamente di morire.

Tra lacrime di commozione e polemiche, liberazione e sconfitta, Cappato ha scelto spontaneamente, una volta rientrato in Italia, di costituirsi alle autorità per aver assistito dj Fabo nel suo addio al mondo, sostenendo di voler spronare lo Stato italiano ad assumersi le proprie responsabilità, “in nome di principi costituzionali e libertà fondamentali, che sono più forti di un codice penale scritto in epoca fascista e dove ancora non si fa differenza tra l’aiuto a un malato che vuole interrompere una sofferenza e sbarazzarsi di una persona di cui ci si vuole liberare”.

Dj Fabo

Ora le gente si domanda cosa ci sia realmente dietro questa opposizione così dura nei confronti dell’eutanasia. Si tratta davvero solo di rispetto per la vita, o c’è qualcosa di più? Chi è malato e soffre, come Fabiano, deve comunque continuare a vivere perché è la volontà di Dio, o le volontà in ballo sono quelle di case farmaceutiche che incassano milioni di euro per produrre farmaci e macchinari che prolungano all’infinito l’agonia dei malati?

Ancora non sono state prese decisioni in merito. Nel 2017 ancora non esiste una legge che tuteli sotto tutti i punti di vista la libertà di ciascun individuo, senza eccezioni né pressioni di alcun tipo, anche quando questa libertà prevede di decidere liberamente se continuare a vivere o no.

Il gesto liberatorio di dj Fabo sembra abbia smosso qualcosa. Si vocifera di testamento biologico, anche se non di eutanasia, e a noi cittadini non resta che aspettare e sperare che finalmente lo Stato, una volta tanto, scelga di tutelare il popolo, lo stesso popolo che periodicamente elegge i propri rappresentanti per vedere salvaguardati i propri diritti. Salvaguardati, non calpestati.

A cura di
Valentina Nazio

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