Luca Varani: Video, un anno dopo la sua morte ricordi e lacrime

Luca Varani

4 Marzo 2017. È trascorso un anno dal brutale omicidio di Luca Varani, 23 anni di origini jugoslave, che la fidanzata Marta Gaia Sebastiani ha voluto ricordare con parole pregne di dolore e un video che ha commosso il web. Ancora vivo il ricordo di quanto accaduto quella terribile notte, e la sete di giustizia ancora non è stata placata.

Nella notte tra giovedì 3 e venerdì 4 marzo 2016, il 23enne Luca Varani è stato assassinato da due giovani romani, Manuel Foffo (29 anni) e Marco Prato (30 anni), durante un festino a base di cocaina e alcool. L’efferato omicidio si è consumato nel quartiere periferico di Collatino, in una palazzina di via Igino Giordani, nell’appartamento del Foffo.

Il corpo del giovane Varani, è stato ritrovato solo la mattina del 5 marzo, e riportava i segni dell’agonia che è stato costretto a sopportare prima di morire, con una coltellata al cuore.

A confessare l’omicidio è stato Manuel Foffo, che si è consegnato spontaneamente alle autorità, ammettendo il fatto e la complicità in esso dell’amico Marco Prato.

Avevamo il desiderio di fare del male a una persona qualsiasi”, queste le parole di Foffo, riportate da ilPost nel suo articolo sul caso, per giustificare quell’aggressione così feroce e spietata; il desiderio di sentire cosa si prova ad uccidere una persona sembra essere il solo movente esistente per questo delitto.

Luca Varani è stato attirato nell’appartamento con l’inganno, è stato drogato con l’Alcover e sottoposto a numerose sevizie e torture a colpi di martello e coltello, prima di essere ucciso con un colpo finale al cuore.

“(…) Luca non è mai riuscito a resistere alle nostre violenze”, continua il Foffo durante la sua confessione, “ma posso precisare che non ha mai gridato.(…) Lo abbiamo davvero torturato. Ricordo solo che la morte è sopravvenuta dopo molto tempo e Luca ha sofferto molto”. Il Corriere della Sera ha aggiunto che per essere certi che non urlasse gli hanno reciso le corde vocali.

Per questo delitto a distanza di un anno, Manuel Foffo è stato condannato, con rito abbreviato, a 30 anni di carcere, mentre per Marco Prato l’udienza è fissata per il 1° Aprile. “Non è giustizia” sostiene sconvolto il padre di Luca su Il fatto Quotidiano “questi omicidi non possono essere giudicati con rito abbreviato”.

Ma a rendere ancor più assurda e sconvolgente l’intera vicenda ci sarebbero le affermazioni di Manuel Foffo, rese in carcere al fratello e riportate su gay.it, dalle quali emerge come sua unica preoccupazione quella di essere considerato omosessuale. “C’ero, mi ci sono ritrovato, non è colpa mia. Il cattivo, quello gay, è Marco Prato. Io sono un povero disgraziato, disgraziato ma etero”. Affermazioni, queste, che puntano nuovamente il dito accusatore sul mondo degli omosessuali, considerati perversi e cattivi.

Ancora una volta, l’omosessualità viene messa alla gogna alla stregua di una malattia pericolosa, l’omofobia e il rifiuto per ciò che è diverso dal resto della massa viene preso come capro espiatorio per un omicidio che con l’omosessualità non ha nulla a che vedere.

Possibile che nel 2017 si faccia ancora così fatica ad accettare chi la pensa diversamente da noi? Perché l’omosessualità spaventa così tanto? Fermiamoci a riflettere per un momento, pensiamo a tutti i fatti di cronaca che vedono ogni giorno donne violentate e uccise: non sono forse questi motivi più che validi per temere anche, e forse ancor di più, l’eterosessualità?

Luca Varani

Pregiudizi ignoranti che portano nuovamente a calpestare i diritti degli esseri umani, liberi di avere l’orientamento sessuale che preferiscono senza temere per la loro vita.

Le parole assurde di Manuel Foffo servono per giustificare un atto che non ha valide giustificazioni, hanno il preciso intento di far credere alla gente che tutto ciò è opera di un pazzo omosessuale che, in quanto tale, è generatore di morte e violenza.

Non è così. Apriamo gli occhi, smettiamola di avere paura di chi non ha le nostre idee. La vita non è tutta bianca o nera, è piena di milioni di sfumature diverse che è giusto rispettare. Perché, a pensarci bene, le cose per cui avere davvero paura al giorno d’oggi sono ben altre.

 

A cura di
Valentina Nazio

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