Maltrattamenti sui bambini: due maestre sospese a Oppido Mamertina

Maltrattamenti su minore, Oppido Mamertina

A Oppido Mamertina, Reggio Calabria, i bambini di una quinta elementare erano costretti a subire maltrattamenti e insulti da parte delle loro maestre, M.C. e B.S. di 49 anni.

Maltrattamenti su minore, Oppido Mamertina

Su SkyTg 24 viene spiegato che le indagini erano iniziate nel 2016 quando i genitori dei bambini, vedendosi tornare a casa i figli con tumefazioni alla pelle, hanno fatto le debite segnalazioni ai Carabinieri. A seguito di tali segnalazioni e in accordo con gli investigatori impegnati nel caso, le forze dell’ordine hanno installato delle telecamere di sorveglianza all’interno della scuola all’insaputa delle maestre, portando alla luce i ripetuti maltrattamenti fisici e gli insulti rivolti agli alunni che le maestre giudicavano “indisciplinati”.

Alla luce dei fatti, le maestre in questione si sono viste recapitare dai Carabinieri un’ordinanza di sospensione dall’attività, emessa dal GIP del Tribunale di Palmi, ponendo così fine a un orrore che si perpetrava da tempo all’insaputa di tutti.

I bambini sono il bene più prezioso e più fragile dell’umanità e chi ha a che fare con loro quotidianamente non può permettersi il lusso di scaricare le proprie frustrazioni maltrattandoli. Chi lo fa deve cambiare mestiere, anzi bisogna farglielo cambiare”

Queste le parole di Antonio MarzialeGarante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, riportate da Ansa.it Calabria.

(…) la mia proposta di sottoporre i docenti a visite psicologiche periodiche ha trovato la giusta attenzione. (…) Ogni genitore ha il diritto di sapere che gli adulti a cui affida i propri figli siano rispettosi di essi. A nessuno è dato di compromettere lo sviluppo emotivo dei piccolini, che negli adulti di riferimento devono trovare guide non aguzzini“.

Questo è solo una dei tanti casi di maltrattamenti che vengono riportati da giornali e televisione. Atti di violenza gratuita e vergognosa che sempre più di frequente si verificano nelle scuole frequentate dai nostri figli. Tutto questo è sconcertante e inaccettabile.

Ma quello che più fa indignare le famiglie italiane è che, nonostante i molteplici episodi ormai di dominio pubblico, nonostante le denunce e le varie segnalazioni agli organi preposti, ancora non esiste una normativa che preveda l’obbligo di installare delle telecamere di sorveglianza all’interno di scuole e asili, al fine di tutelare ogni singolo bambino da atti di questo genere.

Sempre più spesso ci si interroga sul perché queste misure non vengano attuate se non a seguito di precise segnalazioni fatte dai genitori, come nel caso di Oppido Mamertina. Perché non è possibile prevenire queste violenze? Possibile che la legislatura non possa dare una mano ai genitori a tutelare i figli costantemente, anche quando non sono sotto la loro sorveglianza?

Queste e tante altre domande affliggono costantemente sempre più genitori, che reputano inaccettabile che in un paese civile come il nostro capitino cose di questo tipo. E’ necessario agire velocemente, prima che succeda qualcosa di ben più grave di qualche insulto o livido, già di per sè vergognosi. Bisogna agire prima che sia troppo tardi.

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