Iron Fist, l’ultimo Marvel di Netflix: recensione, dal Buddhissmo all’estasi

Iron Fist, Netflix

Iron Fist è l’ultimo segmento narrativo della Marvel messo in piazza da Netflix: fin qua diciamo qualcosa di noto. Dal 17 marzo 2017, il sogno di tutti i fan dei supereroi dei fumetti della nota casa di produzione, possono finalmente conoscere il nuovo personaggio. Nei panni di Danny Rand, le qualità recitative di Finn Jones sono indiscusse. Quello che ci viene mostrato, con tanto di crossover con The Defenders, è un modello di supereroe alternativo, in bilico fra una natura da surfista ed una più protesa verso il Buddhismo. Le critiche sono fondate?

Iron Fist, Netflix

Poche nozioni sulla trama di Iron Fist, racchiuse nei primi 15 minuti della serie Tv: Danny Rand ritorna dopo anni per riprendersi la sua vita. Scopre però che lo credono tutti morto in seguito ad un incidente mortale che ha ucciso i suoi genitori. Ora, dovrà dimostrare chi è, ma mosso dal giuramento di essere un difensore della città, darà battaglia al crimine.

Il primo impatto con il pilot di Iron Fist non è dei più positivi: trama lenta, troppo incentrata su combattimenti fini a se stessi. Nei 20 minuti iniziali, il telespettatore è portato a chiedersi: e allora? L’unica nota piacevole può essere l’incontro con Colleen Wing, dietro cui troviamo Jessica Henwick. I due sono sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda la disciplina, meno sulle opinioni di cosa sia giusto o sbagliato.

Iron Fist, Netflix

Dopo aver cercato disperatamente di ricongiungersi con le uniche due persone che lo conoscono, Danny dovrà fare i conti con l’amara realtà: lo vogliono uccidere. A questo punto viene approfondito maggiormente il personaggio di Ward Meachum, ovvero l’attore Tom Pelphrey, che dopo aver attraversato corridoi segreti e protetti da avanzati sistemi di sicurezza, ci confermerà di essere il super cattivo.

Iron Fist, Netflix

A questo punto il colpo di scena. La persona che Danny crede morta, il socio dei genitori, Harold Meachum, è vivo. L’attore David Wenham rappresenta un fulcro importante per la trama e ci fa intuire subito che in ballo ci siano potenze internazionali e attività sovrannaturali. Fino ad ora non sappiamo nulla sul passato di Danny. Dopo tutto è stato lontano da casa per 15 anni ed il mistero è alimentato da un’aura particolare, una visione della vita originale.

Fino a qui, tuttavia, Iron Fist non ci mostra nulla che non sia già stato affrontato in precedenza. Il cliché del supereroe, che torna dopo diverso tempo, per scoprire di aver subito una grande ingiustizia, è un materiale affrontato nella letteratura ad ampio spettro. Dai fumetti ai racconti, dalle serie Tv ai film, la sensazione costante potrebbe essere di conoscere già tutto.

Il punto originale, rispetto al passato, è una manifesta filosofia Buddhista, in cui vediamo Danny impegnato in vari rituali. Il suo stesso modus operandi nel combattimento, eredità del kung fu, lo spingono ad usare la sua forza solo quando viene attaccato.

Durante una notte sibillina, lo sentiamo inoltre fare discorsi sui Bodhisattva e su coloro che hanno promesso di diffondere la Legge della Vita. La prospettiva nella narrazione cambia del tutto in seguito a questa scena. Danny, infatti, fa sponda dal nero rappresentato da Wran al bianco assunto dalla sorella Joy, ovvero Jessica Stroup.

Iron Fist, Netflix

Nel finale della puntata, altro colpo di scena. Danny viene tramortito ed al suo risveglio lo ritroviamo legato ad un letto, certamente in un istituto psichiatrico.

In breve: Iron Fist presenta molti difetti, sia dal punto di vista della trama, che dall’approfondimento sui personaggi. La prima puntata presenta molti spunti interessanti ed interrogativi rimasti aperti, soprattutto sul protagonista.

Rimane tuttavia un sottofondo di delusione se ci si aspettava di conoscere appieno le potenzialità di Iron Fist fin dalle prime battute. Per quello occorrerà attendere un po’. I dettagli interessanti non invogliano tuttavia il pubblico a proseguire con entusiasmo nella visione, per quello occorre una sorta di atto di fiducia.

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