12 Monkeys, Netflix: recensione, come sopravvivere all’assenza di Brad Pitt

12 Monkeys

12 Monkeys, l’ultimo acquisto di Netflix per le serie Tv è già disponibile da oggi, lunedì 20 marzo 2017. Un’intera stagione che si basa sulla trama SciFi di Travis Fickett e Terry Matalas, o meglio su una rivisitazione. Ai telespettatori più attenti sarà già balzato all’occhio la similitudine con il titolo dello show con quello del film L’esercito delle 12 scimmie (12 Monkeys) di Terry Gilliam. A sua volta il regista, si era rifatto a Chris Marker ed al suo La jeteé.

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Inutile parlare di cliché: anche l’utente più a digiuno sul background di 12 Monkeys, avrà la netta sensazione di vivere un eterno deja vu, fin dai primi minuti della visione. Il primo episodio della serie Tv si intitola Splinter e ci porta già nel futuro. Siamo nel 2043, quando l’umanità è stata quasi del tutto disintegrata da un virus micidiale. La volontà di James Cole, interpretato da Aaron Stanford, è di fermare la pandemia sul nascere: per questo, torna indietro nel tempo.

Fin qua 12 Monkeys non ci dice nulla di nuovo, se non che Bruce Willis, protagonista della pellicola cinematografica, è stato sostituito con un attore che non gli si avvicina da nessun punto di vista. Una scelta ovvia, per non ricalcare in tutto il progetto madre, ma che in questo caso stona. Senza contare l’assenza di Brad Pitt che, sotto alcuni punti di vista, crea un forte attrito fra i due prodotti.

12 Monkeys

Sembra un dettaglio frivolo, ma non è così. Gran parte delle telespettatrici si appassioneranno infatti alla storia con il bel tenebroso, bisognoso di aiuto. A volte un po’ folle, se consideriamo il Jeffrey Goines di Pitt. Anche per questo, la decisione dei due creatori è stata di dirigersi verso uno stravolgimento dei personaggi, scendendo in campo con Jennifer Goines. Emily Hampshire sarà infatti la figlia abile ed a conoscenza del diabolico piano mondiale del padre. Come già successo nei casi precedenti, la sostituzione di un personaggio maschile con uno femminile, e viceversa, aiuta il telespettatore a non avvertire la necessità di mettere sullo stesso piano i due progetti cinematografici.

 

I non amanti del genere SciFi di sicuro non apprezzeranno 12 Monkeys, che rimane comunque uno dei cavalli di battaglia dell’emittente madre e produttrice SyFy. Anche se in Italia la prima stagione giunge a distanza di due anni, in America la serie Tv ha già raggiunto il quarto capitolo. Questo potrebbe volere dire molto, anche se va considerato il largo apprezzamento degli americani nei confronti della fantascienza, campo meno acclamato invece in Italia.

 

Anche Jones, non sarà più da solo a dover gestire la missione, ma avrà alle spalle un team di scienziati. Potrà infatti entrare in contatto con il gruppo che lo ha inviato sulla Terra, per poter avere supporto e analisi. Per la serie Tv, il protagonista è quindi autonomo e non si trova in cattività come invece avviene per il Jones di Willis.

Nel complesso, i primi due episodi hanno tutti gli elementi per potersi distaccare dal progetto originario. Alcuni dettagli sono fortemente in contrasto e questo permette di limitare i possibili paragoni, nella mente dello spettatore, alla prima metà del pilot. Successivamente, si potrà scegliere di continuare la visione, ma difficilmente i non appassionati dello SciFi potranno entusiasmarsi ad uno show di questo tipo.

Gli amanti della fantascienza non potranno, invece, che valutare 12 Monkeys pieno di action e la giusta dose di tecnologia futurista, senza scadere nel banale e nell’eccesso. La trama rimane fedele all’originale, con una sostituzione magistrale per quanto riguarda la controparte femminile. Amanda Schull, conosciuta in Suits, interpreta una Cassandra Railly più drammatica e determinata della sua controparte per il grande schermo, Madeleine Stowe, che interpreta Kathryn Railly.

Nel caso dello show per il piccolo schermo, un maggiore focus è riservato proprio all’eroina femminile. La Railly della Schull non viene rilegata ad un ruolo di primo piano, ma secondario, come nel caso del personaggio della Stowe. L’incontro con i cattivi della situazione, con l’organizzazione segreta, L’Esercito delle 12 Scimmie, responsabile della diffusione del virus, avviene inoltre nel giro di pochi minuti. Il ruolo di Zeljko Ivanek, che vediamo in Leland Goines, viene messo più in primo piano rispetto al film.

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