Terremoto Centro Italia, 24 agosto: il Paese è in ginocchio. Intervista alla V.d.S. Giovanna Bologna

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Terremoto, 24 agosto: il Centro Italia viene travolto con una violenza inaudita, che ha fatto riaffiorare i ricordi e la paura di quanto avvenuto nel 2009 a L’Aquila. A distanza di ormai 7 mesi, la situazione è ancora disastrosa e la strada verso la “guarigione” è ancora molto lunga.

A questo proposito, Tuttotv.net ha avuto il piacere di intervistare la V.d.S. Giovanna Bologna, operativa nella Croce Rossa di Gassino T.se (TO) e Castelnuovo Don Bosco (AT), che per due volte è partita per dare il suo prezioso contributo alla popolazione di Camerino, uno dei paesi colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso. Questa la sua testimonianza.

DDD

  • Innanzitutto, grazie per la disponibilità a parlare della tua esperienza a Tuttotv.net. Partiamo dal principio: quando è iniziato il tuo interesse per il volontariato?

Ho sempre avuto a cuore il volontariato sin da ragazza e ho partecipato a varie iniziative benefiche con la Parrocchia del quartiere dove abitavo a Torino, poi ai “Poveri vecchi” di C.so Unione Sovietica. Questo valore ho cercato, devo dire con successo, di trasmetterlo ai miei due figli. Secondo me il senso civico dovrebbe essere materia scolastica come le altre”.

  • Quando sei entrata a far parte della Croce Rossa Italiana e quali i motivi che ti hanno spinta a prendere questa decisione?

Sono entrata a far parte della Croce Rossa Italiana nel 1999 facendo il corso per V.d.S. nella sede CRI di Castelnuovo Don Bosco e ciò che mi ha spinto a farlo è sempre il mio grande desiderio di prestare aiuto alle persone che stanno attraversando un momento di disagio, sia fisico che emotivo”.

  • Perché hai deciso di fare questa esperienza a Camerino, in seguito al terremoto?

Ogni volta che in questi anni di volontariato accadevano, purtroppo, queste grandi emergenze, il mio desiderio era quello di partire, ma per motivi familiari e lavorativi non ho mai potuto. Ora che, invece, non ho più questi impedimenti ho preso la deciso di fare questa importante esperienza che, a livello di volontaria del soccorso, mi mancava davvero tanto”.

  • Sei stata a Camerino due volte: quali erano i tuoi compiti?

La prima volta ero al campo Le calvie, allestito ed interamente gestito dalla CRI per la popolazione che aveva perso la casa. Qui, facevo parte del GREEN STAFF, quindi mi occupavo della pulizia dei locali ad uso dei volontari e della mensa di cui usufruiva anche la popolazione. La seconda volta, sono stata ospite della sede CRI locale e qui ho fatto un po’ di tutto: pulizie, cucina, emergenza, servizi ordinari e assistenza e supporto alla popolazione”.

  • Da volontaria del soccorso, come hai vissuto la situazione post – terremoto presente in quelle zone? Cosa hai provato? Raccontaci un po’ quello che hai visto con i tuoi occhi e che, magari, le telecamere non hanno fatto vedere.

L’esperienza post – terremoto per me è stata molto toccante. C’è ancora molta paura, sofferenza e tanto, tanto, tanto da fare. Le scosse sia di agosto che di ottobre hanno lasciato nella popolazione una ferita che è ancora aperta. Lo si percepisce dai loro racconti che ancora a distanza di mesi sono chiari e dettagliati, pieni d’angoscia come fosse appena successo. Devo dire che, per quanto ho potuto seguire io da casa, in televisione, questo evento drammatico le varie emittenti sono state molto esaustive. Insomma, la situazione era ed è ancora drammatica, proprio come hanno fatto vedere in tv”.

  • Quello riportato da TV e giornali rappresenta la reale situazione di quei luoghi?

Sì, lo rappresenta bene, anche se vederlo in tv e viverlo direttamente sui luoghi del sisma è molto differente”.

BBB

  • Com’è la situazione attuale della popolazione? Com’è l’atmosfera dei comuni colpiti dal terremoto e lo stato emotivo delle persone? Come sei stata accolta?

La situazione attuale della popolazione è ancora molto critica. Le persone vorrebbero tornare nelle loro case ma, mentre per qualcuno l’agibilità è arrivata, per molti altri ancora non è così e la convivenza nel centro d’accoglienza in cui è stata trasferita la popolazione dopo la chiusura del campo delle calvie è difficile. Seppur sia un bel centro, costringe alla convivenza bambini, giovani, adulti, anziani e persone malate ed allettate, tutte con esigenze diverse. Sembra una sciocchezza, ma non è così. Questa è una situazione che si protrae da più di 7 mesi e chissà per quanto ancora continuerà. Come ho detto prima, la gente ha ancora molta paura e sono stanchi, molto stanchi. Io sono stata accolta benissimo! Loro ci chiamano ‘I NOSTRI ANGELI’. C’è da dire che la gente comune da tutta Italia ha avuto un cuore grande. Non mi riferisco solo alla CRI, ai VVFF (impagabile questo corpo!), l’esercito, i Carabinieri, la Polizia e altre associazioni, ma della gente normale, tutta, dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Tutta l’Italia si è mossa per dare aiuto. Questo loro lo sanno e ne sono immensamente grati”.

  • Cosa ti ha colpita di più nei giorni trascorsi a Camerino? Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci?

A Camerino mi hanno colpite due cose, in contrapposizione tra loro: una la voglia di ricominciare della popolazione giovane, dei commercianti che hanno perso casa e lavoro. Ce la mettono davvero tutta per ripartire e tornare alla normalità. Per contro, la rassegnazione delle persone anziane che hanno visto volare via i sacrifici e il lavoro di una vita. Ne avrei tanti di aneddoti da raccontare, fatti di baci, abbracci e sguardi. Ma quello che più mi ha toccato il cuore è stato un episodio che mi è accaduto nella prima settimana che sono stata a Camerino, dal 17 al 24 dicembre scorso, al campo Le Calvie: c’era una famiglia di pastori che aveva perso la casa, ma che doveva badare alle bestie, loro unica fonte di sostentamento. Mangiavano e dormivano al campo, ma di giorno nonostante il freddo o il tempo avverso, tornavano dal bestiame e dai loro pascoli. Ebbene, un giorno hanno voluto donarci una ricotta appena fatta. Non sapevano come farci capire la loro riconoscenza e hanno deciso di farlo così, con semplicità ma con tutto il cuore. Ho mangiato quella ricotta con le lacrime agli occhi, e ancora adesso la ricordo con un nodo in gola. È una popolazione straordinaria!”.

  • Ripensando a tutto ciò che hai visto e sentito, cosa pensi ci sia ancora da fare e non è stato fatto? Cosa manca davvero per aiutare le vittime di un terremoto così violento?

Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tantissimo da fare. Mancano le promesse non mantenute dello Stato; vengono, guardano, si commuovono anche, stringono mani, e poi se ne tornano nelle loro case al caldo e alle loro vite agiate e non fanno più nulla. Troppe volte ho sentito la frase ‘Non vi lasceremo soli’, ma così non è. I sindaci, i presidenti delle varie CRI non mollano, tengono viva l’attenzione ma non basta se lo Stato no fa quello che promette. Certo, non è una situazione facile, sono tanti i paesi coinvolti nel sisma e quasi interamente distrutti, ma di aiuti ne hanno avuti tanti, anche economici, e lo Stato deve provvedere. Manca ora, più che mai, un supporto psicologico alla popolazione da parte di professionisti che lo Stato non manda più”.

  • Cosa ti ha lasciato questa esperienza? La rifaresti e/o consiglieresti di fare? Mi sento di “fare un applauso” a Giovanna, V.d.S. delle CRI di Gassino t.se (TO) e Castelnuovo don Bosco (AT), e a chi, come lei, ha aiutato chi in questo momento sta soffrendo e non chiede altro se non di ricominciare a vivere.

Parole queste che devono portarci davvero a riflettere su come basti così poco per spazzare via la vita di qualcuno. Un’esperienza indimenticabile che Giovanna ci ha voluto raccontare, che ha voluto condividere con noi per darci un’idea di come sia la vita in quei posti, che non sono poi così lontani da noi.

Rifarei dieci, cento, mille volte ancora questa esperienza e la consiglio a tutti, soprattutto ai giovani e a quelle persone capricciose e vanesie che sono troppo attaccate o si preoccupano solo di cose futili. A me, questa esperienza, ha lasciato molto, mi ha fatto conoscere persone speciali, posti unici e meravigliosi che meritano di rinascere. Mi ha fatto capire che noi siamo fortunati ad avere quello che abbiamo e che dobbiamo apprezzarlo tutti i giorni. Come dicono le loro magliette, create allo scopo di raccogliere fondi per la ricostruzione, ‘IO NON CROLLO’ e come dico invece io dopo questa esperienza…CAMERINO SEMPRE E PER SEMPRE NEL MIO CUORE”.

CCC

Parole queste che devono portarci davvero a riflettere su come basti così poco per spazzare via la vita di qualcuno. Un’esperienza indimenticabile che Giovanna ci ha voluto raccontare, che ha voluto condividere con noi per darci un’idea di come sia la vita in quei posti, che non sono poi così lontani da noi. Mi sento di “fare un applauso” a Giovanna, V.d.S. delle CRI di Gassino t.se (TO) e Castelnuovo don Bosco (AT), e a chi, come lei, ha aiutato chi in questo momento sta soffrendo e non chiede altro se non di ricominciare a vivere.

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