The Keepers, il documentario tragico di Netflix | Recensione

The Keepers

The Keepers va a rinfoltire la sezione documentari di Netflix con un’inchiesta ad episodi. Al centro la storia di Suor Cathy Cesnik, morta in circostanze misteriose negli anni ’60. Una morte tragica e che allo stesso tempo nasconde diversi misteri collegati direttamente con la Chiesa. La morte di Suor Cathy segna infatti la vita di diverse persone, molte delle quali donne ed all’epoca poco più che 14enni. In un approfondimento denso di minuziosi particolari, testimoni, fatti e dubbi vengono chiariti tramite diversi passaggi e interpreti narrativi.

 

The Keepers – Il fatto

Suor Cathy Cesnik scompare misteriosamente nel novembre del ’69. L’ultima volta che viene vista, la donna si stava recando ad un centro commerciale di Baltimora per acquistare un regalo di nozze per la sorella. L’ultima traccia conosciuta dei suoi spostamenti indica un ritiro di 250 dollari ad un bancomat e poi il nulla. Il suo corpo verrà ritrovato mesi dopo in un bosco poco distante dal punto in cui si pensa sia stata rapita. Nello stesso giorno scompare inoltre un’altra giovane, Joyce Malecki. Anni più tardi l’omicidio della Suora 26enne venne attribuito ad un prete, Padre Joseph Maskell.

The Keepers – La scuola

The Keepers analizza a tutto tondo i motivi per cui potrebbe essere stata uccisa Suor Cathy. Una morte terribile se vista alla luce del suo ruolo di insegnante presso la Keough High School. Alcuni indizi al momento della sua scomparsa hanno fatto pensare ad un rapimento realizzato da qualcuno che la donna conosceva bene. Chi potrebbe aver ucciso Suor Cathy? Per scoprire il motivo della sua morte, il documentario Netflix ripercorre la sua vita e di quella di centinaia di studentesse della Keough. E’ infatti grazie al racconto di Jane Doe, all’epoca 14enne, che iniziano ad emergere nuovi particolari.

Il racconto della misteriosa donna rimane sepolto nei suoi ricordi per diversi anni, fino a che un giorno la preghiera le permette di liberare i traumi vissuti molti anni addietro. E quando emergono, diventano un fiume in piena in grado di devastare molte vite. Jane inizia infatti a ricordare che ai tempi del Liceo accadevano della stranezze – bisognerebbe chiamarle nefandezze – collegate alla presenza di Padre Maskell nella struttura. Un prete e psicologo allo stesso tempo, incaricato di aiutare psicologicamente le alunne e in grado di creare un forte terrore nelle giovani ragazze con un semplice sguardo.

The Keepers – Il prete

The Keepers lascia emergere un quadro di pedofilia, prostituzione e molto altro, che tuttavia non sarà possibile attribuire a Maskell in modo diretto. Mancano le prove ed a ciò si aggiunge anche la connivenza delle autorità che proteggono Maskell in quanto Cappellano della Polizia e di Baltimora. E questo nonostante spunteranno tre testimoni pronte a fare causa al prete per gli abusi continui vissuti in epoca adolescenziale. Il caso denunciato da The Keepers, anzi i casi, richiamano alla memoria italiana la scomparsa di Emanuela Orlandi e la morte di Elisa Claps. Due dei casi di cronaca italiana più agghiaccianti della storia e collegati a filo doppio con il mondo della Chiesa cattolica.

Il documentario di Netflix si muove su più binari. Mentre il primo episodio è introduttivo e pone diversi interrogativi, i restanti si preoccupano di analizzare nel profondo diverse concause che potrebbero aver portato alla morte di Suor Catherine Cesnik. Una giovane donna che nel ricordo di tutti rievoca un pensiero dolce e che potrebbe essere stata uccisa ‘perché sapeva troppo’. Allo stesso tempo, la sua morte è servita anche per mettere a tacere tutte le ragazzine che al tempo avrebbero potuto denunciare Maskell per i suoi abusi.

The Keepers sfonda a calci una porta che spesso vuole rimanere chiusa e che nasconde una tendenza all’omertà tipica dell’essere umano. Quel senso di protezione che impone a diversi individui di non lasciarsi coinvolgere in fatti macabri e che spesso nasconde la paura di ritorsioni. Eppure il documentario di Netflix permette anche di scoprire come esistano persone con un forte senso della giustizia, pronte ad affrontare un trauma terribile solo per amore della verità.

La tecnica usata dal punto di vista cinematografico è tipica dello stile americano e mette in campo un quantitativo impressionante di informazioni. Non a caso è stato diviso in capitoli – meglio, più che ‘episodi’ – proprio per la sua complessità. Una ricostruzione lunga ed appassionante allo stesso tempo, che viene affidata a diverse voci perché possa essere raccontata interamente. Al di là del mio interesse come persona per i casi di cronaca nera e per il bisogno impellente di non dimenticare nessuno dei protagonisti della terra degli scomparsi, The Keepers salta a piè pari e abbandona le fila del puro giornalismo per raccontare una storia. Terribile, agghiacciante, ma quanto mai vera.

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