Maria Concetta Velardi: il figlio Fabio Matà confessa l’omicidio?

Maria Concetta Velardi ultime notizie - Fabio Matà

Maria Concetta Velardi è stata uccisa dal figlio Angelo Fabio Matà. Questa la tesi negata dall’uomo anche ieri mattina: gli inquirenti hanno proceduto con l’immediato arresto. Una storia di litigi, che potrebbero rappresentare il movente per cui è stato commesso l’omicidio. Il caso nella puntata del 31 maggio di Chi l’ha visto.


Era in lacrime Fabio Matà, per la morte della madre Maria Concetta Velardi. Una tragedia inspiegabile ed avvenuta all’interno del cimitero di Catania, in cui la donna si era recata per pulire la tomba di famiglia. In seguito al decesso del marito e di uno dei figli, Maria Concetta non si era mai ripresa dal suo dolore ed aveva trovato conforto solo nel prendersi cura del loculo destinato ai suoi cari.

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Secondo le prime ricostruzioni quel giorno del 7 gennaio 2014, Fabio Matà avrebbe ucciso la madre in seguito ad un litigio, per poi simulare il ritrovamento del suo corpo. L’orario in cui è stato commesso l’omicidio – fra le 15:30 e le 15:45 – corrisponde infatti all’arco di tempo in cui alcuni testimoni avrebbero sentito delle urla. Il presunto assassino di Maria Concetta Velardi dimostra una lucidità particolare anche in quei momenti di forte tensione. Per potersi creare un alibi, Matà si sarebbe infatti recato da un meccanico ed in seguito in un bar, portando con sé il cellulare della madre. Lo stesso che avrebbe poi consegnato ad una donna perché chiamasse il 118 e su cui sarebbero state ritrovate delle tracce di sangue.

mata

Secondo la Scientifica di Palermo e Catania, sottolinea un comunicato di Chi l’ha visto, la vittima avrebbe inoltre graffiato il volto del figlio con la mano destra. Al di sotto delle unghie di Maria Concetta Velardi sarebbe stato infatti ritrovato il DNA di Fabio Matà. Altre tracce di sangue misto a quello della madre sono state inoltre ritrovate sull’auto dell’uomo e sui suoi abiti. I segni rilevati sul dorso della donna sarebbero invece stati attribuiti ad un trascinamento del suo corpo. La perlustrazione della scena del crimine avrebbe invece evidenziato come al momento del delitto fossero presenti solo la vittima ed il figlio, così come le due pietre – di 23 e 18 kg – con cui la donna è stata brutalmente uccisa.

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