Omicidio Copparo, ultime notizie: “Non ce la facevo più”

omicidio copparo - mirko barioni / lara mazzoni

Omicidio Copparo, parla per la prima volta Lara Mazzoni, la donna che lo scorso sabato ha ucciso a coltellate il compagno Mirko Barioni in seguito ad una lite. La donna è accusata ora di omicidio volontario. 


“Non ce la facevo più”. Parole che Lara Mazzoni ha ripetuto più volte al suo avvocato, per giustificare la tragedia che ha portato alla morte di Mirko Barioni. La donna avrebbe colpito il compagno durante una furiosa lite con un coltello da cucina, uccidendolo con due fendenti. Lara Mazzoni si trova ora nel carcere della Dozza di Bologna, dove ha ripercorso la dinamica del delitto con il difensore Rita Gavioli.

“Mi ha colto la disperazione, una disperazione totale. Non ce la facevo ad andare avanti così”

Parole pronunciate dalla 39enne ancora in stato di shock, in attesa che il gip di Ferrara Monica Bighetti convalidi l’arresto. Ambrogio di Copparo, sottolinea l’Estense, è ancora sconvolta per la tragedia e la comunità non si capacita di come si sia potuto consumare il delitto. Mirko e Lara erano molto conosciuti nel paesino del Ferrarese, anche se le liti erano ormai all’ordine del giorno ed erano spesso lontani.

“Non possiamo crederci, Mirko amava le figlie ed era un grande lavoratore”

Riferisce così un conoscente della vittima, che si sofferma sulle due figlie di 15 e 3 anni. Mirko Barioni è descritto da tutti come esuberante e gioviale, ma sembra che il motivo della lite con la compagna possa essere dovuta alla sua attitudine a bere. Lo staff del Circolo Angono d’Oro di Copparo ha infatti sottolineato come Lara Mazzoni non volesse che il compagno frequentasse il bar “perché temeva che bevesse un bicchiere di troppo”.

“Più volte Lara aveva detto scherzando che prima o poi gli avrebbe fatto qualcosa. Alla fine, purtroppo è stato così”

Non è chiaro inoltre se prima dell’omicidio, la vittima avesse già subito un’aggressione dalla compagna. Alcuni testimoni riferiscono infatti che poco prima del delitto il 45enne portava “una fasciatura vistosa alla mano” ed anche se non ha voluto svelare il motivo dell’incidente, non ha negato che fosse dovuta all’ennesima lite.

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