Marco D’Aniello, morto a napoli per “mancanza d’ambulanze” | Chi l’ha visto

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Marco D’Aniello, morto a Napoli per “mancanza” d’ambulanze: il caso a Chi l’ha visto

Chi l’ha visto parla nella sua puntata del 10 gennaio 2018 della tragica storia di Marco D’Aniello, morto nella stazione centrale di Napoli a causa di una presunta mancanza di ambulanze in città. Il servizio del programma di Rai 3 inizia dalle 21.02: è questo l’orario in cui viene effettuata la prima chiamata al 118. In questa occasione viene specificato il binario in “la persona sta vomitando sangue“, come riferisce prontamente una delle persone presenti sul posto. Nei minuti successivi verranno effettuate altre telefonate, sia dalle guardie giurate presenti in Stazione sia dalla Polfer.

Chiamate surreali in cui viene specificato in ogni occasione la gravità delle condizioni di salute di Marco D’Aniello. Ogni richiesta di soccorsi viene seguita tuttavia da un dialogo surreale, che si conclude sempre con una sola risposta: “Non ci sono ambulanze“. In quel momento tuttavia, sottolinea Chi l’ha visto, sono presenti due ambulanze, una a 6 km e l’altra a 10 km di distanza. Nessuno dei mezzi viene tuttavia chiamato per intervenire.

Dialoghi incredibili, come afferma il fratello di Marco D’Aniello, in cui sembra che dall’altra parte del telefono, la persona che si trova al centralino del 118 sembra quasi prendere in giro chi chiama per salvare la vita all’uomo. La prima risposta per intervenire risale alle 21.21. Sono trascorsi quasi 20 minuti da quando Marco ha iniziato a vomitare sangue e l’ambulanza tra l’altro deve raggiungere la Stazione da Pietravalle.

Conosciuto come Nino d’Angelo, per via della sua passione per il canto, Marco D’Aniello aveva una malattia del sangue, la talassemia. Quel giorno si trovava al binario 14 in attesa di un’amica, ma non ce l’ha fatta. Secondo il Direttore del 118 di Napoli, Giuseppe Galano, non è certo che la vittima si sarebbe potuta salvare. La chance tuttavia c’era, sottolinea il medico: l’obbligo è di intervenire con tempestività. Secondo il Direttore, gli operatori del 118 avrebbero sottovalutato inizialmente la situazione. Forse si è pensato ad un senzatetto, ma questo non giustifica la decisione di non inviare i soccorsi di fronte ad un evidente codice rosso.

Il Direttore generale del Cardarelli di Napoli conferma inoltre che al momento delle richieste dei soccorsi erano presenti due ambulanze, disponibili. In seguito al decesso di Marco D’Aniello, solo la guardia medica è stata sospesa, mentre i quattro operatori che hanno risposto al centralino del 118, si trovano ancora al lavoro. Secondo il Direttore Galano è tutto dovuto ad una differenza fra impiego pubblico e privato: la guardia medica infatti non è assunta dall’Asl ed ora bisognerà appurare le responsabilità di tutte le persone coinvolte.

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