Ermal Meta, Moro e Cristicchi a Sanremo 2018, un trio vincente? | VIDEO

Simone Cristicchi e il duetto con Ermal Meta e Fabrizio Moro a Sanremo 2018: il video dell’esibizione

Arrivato il momento del duetto di Ermal Meta e Fabrizio Moro, che hanno scelto per la loro serata speciale di Sanremo 2018 di unirsi all’amico Simone Cristicchi. Un trio che i fan attendono già da diversi giorni, con una popolarità in forte ascesa per il brano dei due concorrenti. Non mi avete fatto niente ha rischiato infatti la squalifica a causa di una frase presente nel testo, collegata ad un’altra canzone dello stesso autore.

La presenza di Simone Cristicchi a Sanremo 2018 non può che permettere al teatro di sbarcare all’Ariston. Il cantattore è impegnato in questi ultimi mesi con diverse piece con cui unisce musica e recitazione. Ed è a lui che è affidata la presentazione della canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro, ancora i super favoriti della kermesse, grazie ad un monologo che corrisponde alla perfezione alla canzone in gara. Cristicchi ha voluto riportare per intero la lettera scritta dal marito di una delle 90 vittime del Bataclan, Antoine Leiris, un grido contro la paura che i terroristi vogliono provocare con le loro azioni e che ha permesso ai cittadini di tutto il mondo di non essere risucchiati da quel vortice oscuro. Riportiamo il testo dell’intervento di Cristicchi durante la performance di Ermal Meta e Fabrizio Moro in fondo all’articolo, grazie al portale di Radio 105.

La presenza del terzo elemento nella performance dei due concorrenti permette inoltre alla canzone di volare verso una qualità ancora più alta. Una voce che forse mancava nel duetto già fortunato di Ermal Meta e Fabrizio Moro, che dividono strofe e gridi di battaglia. Impressionante notare come la voce dei tre artisti sembra quasi unirsi in un’unica, più completa. Rivedi su Raiplay il duetto di Ermal Meta, Fabrizio Moro e Simone Cristicchi a Sanremo 2018. 

“Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale – scrisse l’uomo su Facebook indirizzandosi ai terroristi – , l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa”.

“L’ho vista stamattina – prosegue la lettera -. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio”. 

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