Baby Gang di Napoli, Le Iene fanno luce sulla paranza | VIDEO

Baby Gang di Napoli, un membro della Paranza a Le Iene: il video del servizio

La puntata de Le Iene dell’11 febbraio 2018 ci parla anche delle baby gang di Napoli, conosciute anche con il nome di paranza. Giovani e giovanissimi ed appena ragazzini, già delinquenti e pronti a sfidare la morte. Negli ultimi tempi sono stati tanti gli attacchi avvenuti a Napoli per mano di bambini: basti ricordare l’aggressione al 17enne Arturo, sopravvissuto per miracolo.

Le Iene incontrano un membro delle baby gang in particolare, che sottolinea di non avere nessuna fede. Se non quella verso i suoi stessi compagni, che definisce Angeli custodi. Giulio Golia ha scelto di intervistare un gruppo di bambini di un quartiere di Napoli, piccolissimi e già autonomi. Fuori casa fino a tardi, è facile che vengano agganciati da ragazzi più grandi. Alcuni riferiscono tra l’altro di avere paura dei gruppi di bambini, quelli cresciuti senza genitori e in grado di essere già violenti.

Attore di Gomorra, Carmine è riuscito ad uscire dalla stessa situazione, grazie ad un evento fortunato. Sono tanti i ragazzini di Napoli che gli chiedono direttamente di aiutarli ad avere la sua stessa vita, lontano dalle baby gang. L’inviato de Le Iene ha intervistato inoltre un altro ragazzo, con alle spalle un’aggressione ai danni di uno sconosciuto. Non sa perché abbia agito in quel modo, ma è anche convinto che il fenomeno delle baby gang sia diverso da come appare a chi non è di Napoli. Emanuele crede infatti che l’onore e il rispetto si unisca alla necessità, azioni criminali dovute alla forte mancanza di soldi.

Le Iene hanno intervistato inoltre un adolescente delle baby gang, che ha sottolineato come la sua ‘carriera’ nella paranza sia iniziata quando aveva 11 anni. Trasportatore di droga, ha iniziato con 50/100 g, per poi passare ai pacchi più grossi. Sono tante le persone che richiedono il loro intervento, molte delle quali ‘perbene’: in cambio di migliaia di euro, è possibile richiedere un pestaggio o che venga messa paura ad un bersaglio in particolare. Non ha paura di morire, perché adesso guadagna 1.500 euro a settimana: per questo è sicuro che potrebbe dire di aver fatto una bella vita, a differenza della maggior parte delle persone. Finire in galera gli permetterebbe inoltre di guadagnare maggiore rispetto. Rivedi il servizio de Le Iene sulle baby gang “Della Napoli malamente”

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