Pamela Mastropietro, le ultime ore di vita | Chi l’ha visto

Pamela Mastropietro, le ultime ore di vita ed il ruolo dei sospettati: il caso a Chi l’ha visto

Chi l’ha visto approfondisce ancora l’omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza di 18 anni ritrovata fatta a pezzi a Macerata. Le ultime ore di vita sono importanti agli occhi degli inquirenti, che cercano di stabilire l’esatta dinamica dei fatti. Emersi in questi giorni alcuni particolari riguardo alla sera precedente al suo delitto. Prima di raggiungere Macerata, Pamela Mastropietro fugge infatti dalla Comunità Pars e viene raccolta da un uomo di Modigliano, che in cambio di pochi euro approfitta di lei. La ragazza incontra poi sul suo cammino un tassista italiano che la accoglierà in casa propria per alcune ore, dettagli di cui informerà le autorità solo diversi giorni dopo.

In manette ancora Innocent Oseghale, Lucky Desmond e Lucky Awelima, considerati i tre autori del delitto di Pamela Mastropietro. Il quarto indagato, Anthony, è stato individuato grazie alle numerose telefonate fatte da Oseghale, che lo ha avvisato di un malessere che aveva colpito la 18enne. Non è chiaro tuttavia se stia raccontando la verità, dato che come sottolinea Chi l’ha visto, il gip avrebbe dei forti sospetti sulla sua versione dei fatti.

Secondo il medico legale, Pamela Mastropietro sarebbe stata uccisa fra le 13 e le 16, qualche ora dopo essere stata ripresa dalla videosorveglianza di una farmacia del posto. La ragazza si trovava lì per comprare una siringa, ma la madre e le amiche negano che si iniettasse la droga. Pamela era infatti solita fumare o sniffare le sostanze stupefacenti, per via di una forte fobia degli aghi. Un particolare che potrebbe dimostrare come l’overdose collegata in fase iniziale alla sua morte, potrebbe essere stata provocata da qualcun altro. Il 30 gennaio, Desmond Lucky afferma inoltre di essere stato in un’agenzia e di non aver mai parlato con Oseghale. Quest’ultimo invece lo ha collocato sulla scena del crimine ed il suo è l’unico che farà agli inquirenti. A dimostrare il loro collegamento sono le 453 telefonate estratte dai tabulati telefonici ed il fatto che il telefono di Lucky aggancia la cella di via Spalato nella giornata del 31 gennaio.

Il difensore di Desmond sottolinea inoltre a Chi l’ha visto che il suo cliente avrebbe solo accompagnato Oseghale e Awelima a comprare i dieci litri di candeggina che potrebbero essere serviti per cancellare le tracce in via Spalato.  Ad inchiodare i tre indagati è inoltre il silenzio telefonico che interesserà i loro cellulari nelle ore collegate alla morte di Pamela Mastropietro. Sono ore importanti, in cui i numerosi contatti si interrompono improvvisamente, forse perché i tre si trovano insieme nello stesso appartamento.

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