Tre italiani scomparsi in Messico, vittime dei Narcos? | Chi l’ha visto

Tre italiani scomparsi in Messico: il caso a Chi l’ha visto

Antonio Russo, Raffaele Russo, Vincenzo Cimmino: non sono ancora stati trovati i tre italiani scomparsi in Messico. In seguito alla confessione dei poliziotti messicani arrestati per corruzione e connivenza con la mafia locale, si era temuto il peggio per il 60enne di Napoli, per il figlio ed il nipote. I cinque agenti avevano infatti rivelato di aver venduto i tre connazionali ad un gruppo di Narcos, dietro il compenso di 1000 pesos a testa. Una dinamica particolare che ha subito un nuovo crollo drammatico quando in questi giorni sono stati rinvenuti otto corpi nella zona limitrofa a quella in cui sono stati rapiti.

I cinque poliziotti locali hanno invece smentito le proprie posizioni iniziali, sottolinea il servizio di Chi l’ha visto. I tre italiani scomparsi in Messico non sarebbero stati venduti ai Narcos: gli agenti avrebbero infatti confessato dietro le torture delle autorità del Paese. Secondo le ultime notizie sulle indagini, non si era escluso il coinvolgimento dei poliziotti sulla scomparsa dei tre italiani. Non è chiaro per quale motivo tra l’altro si trovassero in una zona così pericolosa, dove i Narcos sono soliti mettere in atto i loro traffici illeciti. Un testimone afferma a Chi l’ha visto di aver visto due italiani vendere i loro articoli, macchine vendute a caro prezzo, come un generatore ed una pompa d’acqua.

Come sottolinea Chi l’ha visto, secondo alcune indagini la vendita di generatori fallati sarebbe collegata con la microcriminalità campana. Non si sa se anche le attività dei tre italiani scomparsi in Messico possano rientrare in questa casistica, come dimostrato per altre vittime italiane uccise negli ultimi mesi. I tre napoletani potrebbero però essere scambiati per altri connazionali, legati ad un cartello del posto.

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