Il pozzo degli orrori di Porto Recanati, a Chi l’ha visto le ultime notizie

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IL POZZO DEGLI ORRORI DI PORTO RECANATI, A CHI L’HA VISTO GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI

Sono stati ritrovati altri ossi nel pozzo degli orrori di Porto Recanati, come è stato ribattezzato in questi giorni. Chi l’ha visto ha intervistato il capo della Squadra Mobile di Macerata riguardo alle ultime notizie: sono stati rinvenuti nella giornata di oggi una parte di cranio ed un pezzo di mandibola. Secondo i primi sospetti si crede che i due resti ritrovati possano essere riconducibili ad un adulto ed un adolescente. Il dubbio è che possa trattarsi per esempio di una ragazzina straniera scomparsa otto anni fa.

Il capo della Mobile conferma alle telecamere di Chi l’ha visto che la scoperta del pozzo degli orrori di Porto Recanati è collegata ad un arresto per droga avvenuto nei giorni scorsi. In quel momento è riemerso un femore, che ha dato il via ad ulteriori ricerche. Oltre alle ossa sono stati ritrovati tessuti, una scarpa da ginnastica e diversi altri oggetti, ma non si sa ancora se possano essere collegati ai resti ritrovati. Il dubbio delle autorità è che i corpi tra l’altro non fossero nascosti nel pozzo, ma siano stati trasportati in seguito da alcuni lavori in corso. Alessandro Albini, il capo della Mobile, sottolinea a Chi l’ha visto che per ora si pensa che i resti appartengano a due corpi.

Chi l’ha visto ha inoltre sottolineato che alle spalle del pozzo degli orrori c’è l’Hotel House, una struttura già collegata in passato alla scomparsa della giovanissima Camey Mosammet. La ragazza, scomparsa da Ancona, sarebbe stata vista lo stesso giorno del maggio del 2010 entrare nell’edificio. Un video l’avrebbe immortalata all’entrata, anche se il filmato non è mai stato messo agli atti. Secondo le ricostruzioni, Camey sarebbe andata a trovare il fidanzato che in quegli anni abitava all’interno della struttura.

I tre fratelli di Camey Mosammet hanno negato la possibilità che i resti ritrovati a Porto Recanati possano appartenere alla 15enne. Uno dei ragazzi ricorda che quel giorno di 8 anni fa ha accompagnato la ragazzina a scuola e poi più nulla. Secondo Silvia Mainardi, amica della famiglia Mosammet e docente, la ragazzina non aveva parlato a nessuno dei familiari di questo presunto fidanzatino. Si sapeva che frequentava gruppi di coetanei ed aveva un rapporto molto stretto con il padre, che versava in condizioni drammatiche dal punto di vista della salute. La docente infatti sottolinea a Chi l’ha visto che Camey era a conoscenza che il genitore si trovava già in fin di vita. L’uomo sarebbe morto due mesi dopo alla scomparsa della 15enne.

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