Casa famiglia fra botte e insulti, a Le Iene il caso de Il Sorriso (VIDEO)

Le Iene

Nella loro puntata del 15 aprile 2018, Le Iene approfondiscono quanto avvenuto nella casa famiglia Il Sorriso, una struttura che dovrebbe accogliere gli adolescenti in difficoltà. Due coniugi sono stati denunciati da un ragazzo che era stato affidato alle loro cure e che ha dovuto subire violenze psicologiche e fisiche, costretto dietro minacce a pulire la struttura. Elementi che come sottolineano Le Iene sono stati documentati e riportate negli atti. Si tratterebbe della casa famiglia Il Sorriso di Montiano, già al centro di ispezioni e indagini ed infine processo.

CASA FAMIGLIA, BOTTE E INSULTI: IL SORRISO NEL SERVIZIO DE LE IENE

Le Iene sottolineano infatti che il padre de Il Sorriso, Pietro, è stato denunciato per violenza privata aggravata, ma sembra che non sia servito a molto. La struttura infatti continua a mandare avanti l’attività ed a ricevere quindi le sovvenzioni pubbliche. La denuncia fatta dal ragazzo che è riuscito a parlare delle violenze subite è finita con un rinvio a giudizio. La donna che gestisce con il marito Il Sorriso riferisce invece a Le Iene che l’audio di denuncia è stato in realtà costruito ad arte. Il materassino intriso di urina destinato ad uno dei bambini che le sono stati affidati sarebbe in realtà destinato alla figlia.

A suo dire, Marcello, il ragazzo che ha denunciato Il Sorriso, sarebbe stato sempre trattato con i guanti. L’intervista de Le Iene si conclude con una rivelazione strana: la donna parla di alcune pressioni fatte dalla mafia. Un riferimento al cognome di Marcello Messina, che ai suoi occhi sarebbe collegabile al boss Messina Denaro. A detta delle autorità amministrative, non ci sarebbero tuttavia gli estremi per far chiudere Il Sorriso. A detta di chi dovrebbe controllare e garantire la sicurezza dei bambini, le prove evidenziate dalla Polizia sarebbero circostanziali, forse montate a regola d’arte. Puoi rivedere sul portale ufficiale de Le Iene il video del servizio “Una casa famiglia poco famiglia“.

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