Arturo, accoltellato a Napoli: uno dei suoi aggressori si difende

Chi l’ha visto parla di nuovo del caso di Arturo, il ragazzo di 17 anni accoltellato a Napoli da una babygang. Il programma di Rai 3 ha mostrato in particolare alcuni fotogrammi ripresi dalle telecamere delle strade vicine a quelle della scena del crimine. In trasmissione è intervenuto anche uno dei ragazzi indagati per l’aggressione, che ha riferito di essere innocente. In quei momenti infatti si sarebbe trovato a San Gregorio per motivi di lavoro. Il suo titolare, Lucio Ferrigno, ha confermato che il ragazzo si trovava al suo fianco dalle 16 fino alla sera di quel giorno.

In questo momento l’unico che è stato tradotto in carcere è uno dei quattro elementi della babygang, conosciuto con il soprannome di O’ Nano. La madre di uno dei ragazzi indagati ha voluto esprimere la propria opinione di fronte alle telecamere di Chi l’ha visto: bisogna mostrare le prove prima di giudicare una persona. Il tono della donna è piuttosto concitato mentre ribadisce che non ci sono prove per incolpare il figlio, della cui innocenza è sicura. Il tutto perché, come ha specificato Chi l’ha visto in apertura, ci sono stati diversi disordini nella città partenopea, anche in queste ore. La madre Maria Luisa tuttavia non ha incolpato nessuno e non ha fatto nomi: i ragazzi indagati sono stati individuati dalle autorità grazie ai mezzi a loro disposizione. Intanto Arturo è riuscito a tornare a scuola dopo l’aggressione subita. La strada da percorrere è ancora tanta, soprattutto perché c’è molto di più oltre le ferite fisiche.

La conduttrice di Chi l’ha visto sottolinea infatti che Arturo è stato colpito alla gola ed avrebbe potuto perdere la vita. A quanto pare i quattro avrebbero preso di petto un’altra vittima, prima di colpire Arturo. Alla luce di quanto è accaduto in questi giorni, a causa delle varie azioni repressive da parte delle baby gang. Maria Luisa ha invece ribadito che l’accusa per quanto accaduto al figlio è di tentato omicidio, dovuto alle 12 coltellate che avrebbero potuto togliergli la vita.

“Incomprensibile come in una strada affollata non ci sia nessuno che abbia visto né udito nulla. Invito quella stessa madre, a cui va tutta la mia solidarietà, ed il ragazzo in questione a riconoscere i reali aggressori”.