Piovono maiali in American Horror Story 6: il ritorno di Sarah Paulson

American Horror Story 6

La premiere di American Horror Story 6 ci regala subito una certezza. Sarah Paulson è rientrata di nuovo nelle nostre case, pronta ad intrattenere il nostro autunno.

E già questo è sufficiente per poter dire “finalmente è tornato Ahs!”. Il primo particolare interessante della serie è indubbiamente il punto di vista originale. Scopriamo la storia di Matt e Shelby grazie ad un docu-film in perfetto stile americano, like Crime + Investigation. L’inquietudine è già nell’aria fin dalla prima inquadratura.

Gli elementi per una ricetta di puro terrore ci sono tutti: lui e lei, coppia felice, vengono aggrediti e tutto cambia. Lei perde anche il bambino, trauma profondo che giustificherà poi agli occhi degli altri le sue strane visioni. Abbiamo anche la casa inquietante in mezzo al nulla più nulla che c’è, la classica vista che quando ti capita, vorresti chiedere agli attori

ma perché diamine scegliere proprio quella villa!

 

E niente, loro vanno avanti, piovono denti e non polpette, e dopo il ritrovamento di un maialozzo scuoiato e deforme, Matt, ovvero Cuba Gooding Jr vestito come Steve Arkel, che fa? Installa le telecamere. E questo è l’inizio della fine perché sappiamo bene che non è mai opportuno controllare le immagini che verranno impresse sui nastri.

E infatti, guarda caso, proprio quando Matt, ovvero Cuba, ovvero Steve, si trova in una camera d’albergo, Shelby e Lee sperimentano il lato sinistro della Casa.

American Horror Story 6

In un attimo non ci capiamo più nulla: spunta un filmato che inquadra un uomo maiale. A Shelby salta il boccino, anche perché dopo la vista delle gemelle di Shining in versione adulta e la scoperta di dove vanno a finire tutti i dentini sottratti dalla Fatina, non potrebbe essere altrimenti.

Matt si accorge che la sua lei è in pericolo e visto che la Polizia, ovviamente, non è così veloce, decide di precipitarsi alla villa, nella speranza di arrivare prima che i contadini arrabbiati raggiungano la sua bella.

Peccato che le telecamere li abbiano inquadrati mentre varcano la porta di casa, ma non importa: con un po’ di polvere di fata ci si può teletrasportare sul posto. Ed è qui che Sarah, ovvero Shelby, entra in modalità #mainagioia. Non ne può più, deve andarsene e quindi va nel posto più sicuro del mondo: il bosco. Ed è subito tragedia: visioni, un uomo senza scalpo, la terra che palpita e… fine.

Tiriamo le somme. L’elemento horror in American Horror Story 6 è di sicuro molto più incisivo rispetto alle stagioni precedenti. La visione grottesca sembra quasi non essere presente e per certi versi potremmo anche dire che siamo ritornati indietro nel tempo, dritti fino a Murder House, ma con un pizzico di Coven e l’inquietudine di Asylum.

Molti i richiami cinematografici e folkloristici. Innanzitutto del film Rosemary’s baby, sia per quanto riguarda la perdita del bambino della protagonista e la conseguente, apparente, pazzia, sia per le forze maligne che si aggirano per la casa.

Le inquadrature sono spettacolari, così come la scelta di narrare una storia nella storia. Un particolare che non va ad appesantire la trama, rendendola invece particolare e molto interessante, quasi realistica. L’unica stonatura sono gli occhiali assurdi che indossa Cuba, ma possiamo anche passarci sopra.

American Horror Story 6

Potrei dilungarmi a lungo nel dire che ancora una volta Sarah Paulson colpisce nel segno, lascia la sua impronta. Ed il tutto grazie ad una mimica facciale da paura che, più volte, ci fa dimenticare di non essere al cinema.

American Horror Story 6

Alla luce di tutto questo, il pilot di American Horror Story 6 si becca il mio bel 10 e lode, con tanto di statuetta di Regina del Pop.

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