Leonard Cohen è morto, la musica perde un grande cantautore

Leonard Cohen

Mezzo secolo di musica e poesia. Leonard Cohen è morto nella città di Los Angeles ieri, il 10 novembre 2016,  all’età di 82 anni. Ne ha dato l’annuncio la sua casa discografica Sony Music Canada sulla pagina di Facebook del cantante. Nessun riferimento alle cause della morte. La cerimonia funebre si svolgerà a Los Angeles in una data ancora da stabilire.
Poeta, romanziere, cantautore e cantante in cui i temi dell’amore, della politica, del sesso e della religione si intrecciavano sotto una luce poetica ma reale, come del resto è la vita stessa. Da poco Leonard Cohen aveva inciso il suo ultimo album, prodotto dal figlio Adam ,“You want it darker”, il suo quattordicesimo progetto.

Un tripudio di chitarre, organo, e archi. Un successo che non sarà legato alla morte dell’autore, ma alla incontrastabile bellezza dei brani, emozionanti e spirituali. Una carriera di quasi mezzo secolo.

Leonard Cohen, nato a Montreal il 21 settembre 1934, ha iniziato a suonare la chitarra da piccolo e ha formato una band folk, i Buckskin Boys. Il suo primo disco da cantautore viene pubblicato nel 1967, all’età di 33 anni, “Songs of Leonard Cohen”.

“La sua immagine ascetica era in totale controtendenza con gli eccessi dionisiaci associati con il rock and roll”, scrisse il New York Times che cita anche la definizione che gli fu affibbiata di “maestro della disperazione erotica”. (ANSA).

Non ebbe quindi un grande successo, i temi trattati come ad esempio il suicidio, erano in controtendenza rispetto alla cultura hippy imperante, che afferrava la vita ma non la stringeva troppo, rimanendo impigliata nelle maglie dei concetti di libertà intesa nel suo senso estremo e di lontananza da qualunque vincolo sociale. Ma già da allora era ben chiara l’intenzione di Leeonard Cohen, narrare dell’estemporaneità della vita, tutta, non solo di quello che poteva piacere o servire.

Le sue canzoni più famose, tra cui la più celebre “Halleluja”, sono state registrate da artisti come Tim Hardin, Sting, U2, Aretha Frenklin, solo per dire alcuni nomi. Oltre due mila cover dei suoi successi.

Ispirato per le sue poesie dalla poetica di Federico Garcia Lorca, da cui ha potuto attingere i temi del destino, dell’amore doloroso e della morte, le umane passioni insomma. Dopo la laurea alla Mc Gill University, si trasferisce nell’isola greca di Hydra, dove pubblica la prima raccolta di sue poesie “Flower for Hitler” nel 1964, i racconti “The favourite game” nel 1963 e “Beautiful losers” nel 1966.

Leonard Cohen amava definirsi un “poeta minore” e nella sua ultima intervista al Corriere diceva di essere pronto alla sua fine, e cercando di esorcizzare la morte aggiungeva:

“A volte ci si lascia andare a un eccesso di drammatico. Ho intenzione di vivere per sempre”.

In effetti il nostro secolo non dimenticherà tanto facilmente la sua voce baritonale e il suo modo garbato ed elegante di descrivere la realità della vita.

A cura di Isabella Ricci

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