Nino Agostino, il poliziotto ucciso dalla mafia? | Chi l’ha visto

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NINO AGOSTINO, IL CASO DEL POLIZIOTTO SICILIANO A CHI L’HA VISTO

Chi l’ha visto ritorna indietro nel tempo, a quell’89 in cui Nino Agostino e la moglie vengono uccisi di fronte alla casa di famiglia da numerosi colpi di arma da fuoco. Un mistero che ancora oggi deve essere risolto, mentre il padre Vincenzo chiede di conoscere la verità a tutti i costi. Nino Agostino sembra infatti un poliziotto di quartiere, ma gli eventi successivi alla sua morte emergono diversi particolari strani. Nel suo portafogli infatti era presente un biglietto che indicava alle autorità di cercare dei fogli nell’armadio del suo appartamento nel caso in cui gli fosse successo qualcosa.

La sorella di Nino Agostino all’epoca accompagna i colleghi del poliziotto, ma non saprà mai che cosa ci fosse scritto in quei documenti. Il capo della Squadra Mobile La Barbera impone in seguito al delitto al padre Vincenzo di rivelargli la verità sul ruolo del poliziotto. Solo in quel momento, ma in modo non ufficiale, l’uomo scopre che Nino collaborava in realtà con i servizi segreti per la ricerca dei latitanti mafiosi. Nei giorni precedenti alla morte dell’agente era avvenuto inoltre un incontro fra i due capi dei maggiori clan mafiosi di quegli anni. Giovanni Falcone inoltre si era recato nella camera mortuaria di Agostino affermando di dovere la vita sia al poliziotto che alla moglie.

Chi l’ha visto sottolinea infatti che Nino Agostino potrebbe aver sventato il primo attentato al Magistrato siciliano. Mesi dopo, l’ex agente Giovanni Aiello viene indagato per concorso in omicidio al fianco di altri due m afiosi. Il primo è stato conosciuto in passato, nei servizi segreti, con il nome Faccia da Mostro, come sottolinea una notizia Ansa disponibile qui. Nello scorso agosto infatti Aiello muore a causa di un infarto e porta con sè nella tomba il segreto sulla morte di Nino Agostino, responsabile forse di aver scoperto il treccio che lega a doppio filo Stato, mafia e Polizia.

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